Il biglietto

In una fredda e nebbiosa mattina di gennaio, la signora Maria si trovava alla fermata Bentivoglio pronta ad entrare sul 37 come nei suoi ultimi 35 anni con addosso un giubbotto blu della T-Per e un borsellino contenente il taccuino per fare le multe. Le signora Maria era bassa e in carne per colpa dei frequenti e abbondanti pranzi della domenica con la famiglia. Da giovane aveva avuto una folta chioma riccioluta di colore biondo acceso e degli occhi azzurri che col passare degli anni si erano ingrigiti come i capelli. La signora Maria adorava quell’autobus nonostante le sue pessime condizioni perché le ricordava gli anni della sua giovinezza, quando era lei la passeggera.

Al capolinea era salito un ragazzino di nome Filippo, il quale indossava uno zaino colorato colmo di libri. Il giovane si sedette, come al solito, negli ultimi posti per evitare il contatto con il resto della gente. Proprio in quel momento saliva l’anziana verificatrice la quale iniziava la sua solita routine, che consisteva nel controllare i titoli di viaggio dei passeggeri. Arrivata quasi alla fine del suo percorso, tirò un sospiro di sollievo per non aver multato nessun passeggero, in quanto lei odiava fare le multe; giunta da Filippo, fece la sua solita domanda alla quale il ragazzo non rispose, provando a guadagnare tempo cercando dentro il suo zaino.

Dopo qualche minuto tirò fuori dal borsello il taccuino con l’intenzione di multarlo. Appena Filippo se ne accorse la supplicò di non fargli la multa dicendo che dal giorno seguente avrebbe sempre portato il biglietto. Infatti, dal giorno seguente il ragazzo iniziò a timbrare il biglietto e iniziò a chiacchierare con la signora Maria. Nei giorni successivi fecero amicizia arrivando a discutere di argomenti informali e la signora Maria gli disse persino dove abitava.

Dopo la fine della scuola Filippo iniziò ad andare giornalmente dalla signora Maria fino a quando in una calda mattina di luglio venne a sapere della sua morte. Disperato, con le lacrime agli occhi, corse al cimitero dove si era già svolto il funerale e, piangendo, sopra la sua tomba lasciò una rosa bianca e un biglietto dell’autobus, ancora da utilizzare.

 

Rocco e Marcello   I B