Il turista inconsapevole

Sono le 11.21 e tra pochi minuti passerà il mio autobus. Si aprono le porte come fossero i sipari di un teatro; salgo i tre gradini curioso di scoprire cosa si nasconda tra i sedili dell’autobus:

‘‘Hello!’’ dico, ma l’autista rimane concentrato sul proprio lavoro, ignorando il mio saluto. Continuo sempre più stupito a dirigermi verso il fondo dell’autobus, cercando di non cadere per non attirare l’attenzione, anche se ormai ho già tutti gli occhi puntati addosso.

Si aprono e si chiudono le porte, entrano ed escono persone di ogni genere. Arrivato a metà tragitto, verso porta Santo Stefano, entrano due persone ed improvvisamente dentro l’autobus cala un silenzio di tomba. Le persone estraggono velocemente dalla propria borsa il portafoglio, come se quelli fossero due rapinatori. Entrambi avanzano nella mia direzione. Impaurito, non sapendo cosa fare tiro fuori anch’io il portafoglio, nonostante sia vuoto. Vedo i due rapinatori stupiti, ma non ne comprendo il motivo. Nel frattempo, l’autobus arriva alla mia fermata, quindi approfitto per scendere e mi dirigo alla chiesa di San Petronio, attrazione conosciuta in tutto il mondo.

Mentre cammino, noto che quelle due persone mi stanno seguendo. Comincio a correre a più non posso, fino a che, esausto, non sono costretto a fermarmi e loro mi raggiungono. Per mia fortuna, mi dissero che erano dei controllori che volevano verificare che avessi timbrato il mio biglietto.

 

Gabriele Vacchi e Gabriele Freo  I B