La maniglia

Sono una maniglia appena comprata e sono stata messa sull’autobus, sono felicissima e non vedo l’ora di fare nuove amicizie. Mi vesto sempre di nero inchiostro e sono a forma di cerchio; è iniziato il mio primo giorno e ho appena conosciuto la mano di un bambino di sei anni che tentando di prendermi in tutti i modi, mi dava solo delle gran manate, ma alla fine ce l’ha fatta arrampicandosi sulle sedie, mi ha preso e mi si è appeso dondolandosi. Mi faceva malissimo e tra me e me dicevo: dai, i prossimi giorni non andrà così male; ma così non fu, perché oggi è salito sull’autobus un signore tutto sudato che ha corso per prendere l’autobus che perde sempre. Era tutto grondante e caldo.

Dopo un po’ di giorni è salito sull’autobus un signore che dall’apparenza sembrava abbastanza tranquillo, ma così non era: mi ha preso e mi ha tirato, con degli strattoni fortissimi come se volesse staccarmi. Una signora infatti gli ha detto “Perché tira così forte quella maniglia, non vorrà mica strapparla?!”  E l’uomo le ha risposto: “No, ho solo paura di cadere, in realtà faccio così in tutti gli autobus”.

Quando è arrivata la sera, l’autista dell’autobus ha controllato se tutto andasse bene. Mi ha vista che ero messa molto male, che ero piena di sudore e stavo quasi per cadere; allora, ha chiamato degli addetti e mi hanno smontata. Alla fine mi hanno dato ad un venditore di giocattoli usati.

Ma un giorno venne in negozio il bambino di sei anni che si era dondolato su di me, mi vide e si ricordò di avermi fatto male e chiese alla madre di comprarmi. Ora vivo con lui e può divertirsi ad arrampicarsi su di me.

 

Tommaso Rondinini e Mattia Tiberi I D