L’ultima volta

Quel giorno mi sono svegliata e mi sembrava che ci fosse qualcosa di strano, di diverso. Era una giornata grigia e piovosa e a differenza delle altre mattine mi aveva svegliata papà, il quale mi aveva accompagnata a scuola al posto del nonno Gianni. Quotidianamente alle 16:30 in punto il nonno Gianni si presentava davanti ai grandi cancelli delle Don Milani per venirmi a prendere. Uscivamo dal parco dove si trova la scuola per recarci alla gelateria lì vicino. Gustavo il mio gelato alla fragola e cioccolato mentre ci incamminavamo verso la fermata Ragno di via Murri dove attendevamo l’autobus 13 che ci portava dalla nonna Lucia. Sull’autobus mi sedevo dalla parte del finestrino per osservare meglio la strada: vedevo la statua di Marco Minghetti e sognavo che un giorno sarei diventata importante come lui. Più avanti vedevo il negozio di Tiger e il nonno mi prometteva che un giorno ci saremmo andati. Quando iniziavo a vedere l’imponente edificio bianco allora significava che eravamo arrivati alla nostra fermata: l’Ospedale Maggiore. Salivamo al quarto piano dov’era ricoverata la nonna Lucia: quel pomeriggio trovai la mamma e il papà accanto a lei e capii che quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrei salutata. Le diedi un bacio sulla guancia ed uscii accompagnata dal nonno, che a sua volta la salutò, e ci abbracciammo forte.

 

Elisa Nanni e Letizia Guidoreni   I B